moms in the city

Just another WordPress.com weblog

Sviluppo del linguaggio. Qualche dritta dalla logopedista

Genitori crescono questo mese ha lanciato il tema “sviluppo del linguaggio”. E’ un argomento che penso chiami in causa ogni genitore, ognuno di noi ha un’esperienza diversa da raccontare. io con due bambine ho due percorsi completamente differenti.

La prima ha iniziato a parlare a otto mesi e da allora … non ha più smesso. Parla in continuazione e molto, molto bene. Mi corregge la grammatica e anche la scelta del verbo più adatto a indicare un’azione (“no, mamma, non devi dire vado, devi dire torno). Al tempo stesso è molto imbranata sul fronte fisico, inciampa, non è agile …

La seconda tutto l’opposto, parla tantissimo pure lei, ma male, la cosa sembra interessarle poco, è più attratta dall’efficacia della comunicazione che non dalla sua raffinatezza. Però salta già a piedi uniti, si muove come un gatto e non cade (quasi) mai.

Ognuna si è concentrata su un aspetto del proprio sviluppo, un po’ per indole, un po’ per differenziarsi l’un l’altra (credo che la seconda abbia in qualche modo scelto di non metterla sul piano linguistico perchè la sorella l’avrebbe ovviamente sconfitta), un po’ per il tempo che la mamma ha potuto dedicare all’una e non all’altra. E qui potrei scrivere pagine e pagine sui crucci e sui sensi di colpa della suddetta mamma, sui ‘ma se avessi fatto’, sui ‘se fossi stata’ …. che però vi risparmio.

Sul tema ho recentemente avuto modo di confrontarmi con una logopedista che mi ha dato alcune indicazioni che voglio condividere: 

  •  
    • si parla di ritardo del linguaggio solo dopo il primo anno di scuola materna, perchè è l’occasione in cui il bambino è messo davvero davanti a una lunga sfida comunicativa
    • è importante puntare sulla comunicazione, sulla sua efficacia, in qualunque modo ci si riesca per non svilire il bambino e non farlo chiudere in se stesso; perciò aiutare il bambino a spiegarsi, facendo domande alle quali lui sa rispondere
    • bocciata assolutamente l’impostazione diffusissima (chi non se l’è sentito dire???) di far fnta di non capire il bambino per obbligarlo a parlare bene: il risultato è solo quello di favorire la chiusura
    • parlare tanto al e con il proprio bambino, ripetendogli in modo corretto le parole che sbaglia, ma senza obbligarlo a ripeterle a sua volta, lo farà da solo con calma e con il tempo
    • dedicargli del tempo esclusivo, anche pochi minuti al giorno
    • parlare, spiegare, tanto, tutto quello che vi capita, rispondere alle sue domande
    • leggere tanto, spegando le figure e cercando di fare in modo che anche lui abbia voglia di raccontare

E voi, che esperienze avete??

Angela

Questo post partecipa al
<a href="http://genitoricrescono.com/blogstorming"> blogstorming</a>

3 risposte a “Sviluppo del linguaggio. Qualche dritta dalla logopedista

  1. Francesca (vanilla) 3 novembre 2010 alle 19:04

    Sono mamma di Chiara, una bimba di tre anni con ritardo del linguaggio, abbiamo iniziato da circa un mese la terapia, con logopedista e neuropsicomotricista…che dire, qualcosa si comincia a muovere!!!Più che altro per me è molto difficile catturare la sua attenzione…leggere una storia, è un’impresa impossibile, lei non ascoltya, mi chiude il libro e se ne va!!!Al momento ci dedichiamo ai giochi, ai puzzle, al didò…cose che prima non guardava nemmeno, piano piano, un poco al giorno, la sua attenzione va aumentando, è ancora molto indietro rispetto ai suoi coetanei…ma voglio essere ottimista!!!!

  2. angela@momsinthecity 3 novembre 2010 alle 21:10

    l’ottimismo è un ingrediente essenziale in ogni terapia penso e poi dobbiamo pensare che i nostri bambini hanno delle antennine strepitose e captano se noi diamo loro fiducia o no. Per quanto ne so io (solo dall’aver parlato con una professionista, io non sono medico) 3 anni è comunque ancora presto per dire che c’è un vero e proprio “ritardo”. Insisti con la lettura, fa bene a tante cose e credo crei un legame speciale tra bimbo e adulto. Grazie per averci raccontato di te, a presto e in bocca al lupo!!

  3. Lidia 7 gennaio 2014 alle 23:19

    C’e’ ritardo e ritardo, alcuni possono essere diagnosticati a due anni di vita, altri a sei, altri anche piu’ tardi, Un bambino che a due anni non sa dire nulla, tutt’al piu’ mamma, HA un ritardo linguistico. Nel dettaglio ci sono tabelle di riferimento,a volte sono pure appese dal pediatra, nelle quali vi sono dei “valori” di riferimento affinche’ il genitore sappia se preoccuparsi e parlarne col pediatra.
    Mia figlia ha appena compiuto cinque anni. Quando a 2 anni e mezzo, eta’ in cui un bambino padroneggia tra le 20 e 50 “parole”, ancora non sapeva neppure dire si e no, sono riuscita ad avere un appuntamento diagnostico in un istituto specialistico. Da allora a mia figlia e’ stato riconosciuto un handicap psicomotorico e linguistico … e finalmente sono iniziate le terapie.
    Tra i due e i tre anni i bambini sono estremamente ricettivi alla lingua ed imparano con la maggiore velocita’. Imparano non solo parole, ma anche sintassi, concentrazione (leggere libri) e capacita’ disputative (litigare).
    In logopedia si parla di “parole” molto prima che queste siano rintracciabili nel vocabolario: che il bambino muova i pugnetti su un volante immaginario, che dica BrumBrum o dica Auto: per lo sviluppo comunicativo e’ la medesima cosa. In tutti e tre i casi a livello cerebrale e’ avvenuto l’apprendimento del termine “auto”. E’ un processo tipico del bambino d’un anno. Esiste un linguaggio dei segni apposito per bambini con ritardi nello sviluppo della parola, cioe’ nei quali questo apprendimento lallico-gestuale non e’ ancora avvenuto.
    Mia figlia (5 anni) comincia ORA a costruire “frasi” come un bambino di un anno e mezzo: “mamma auto”= mamma (ed io con lei) e’ venuta in auto. “Papa GnamGnam potto”= papa’, vieni, il pranzo e’ pronto. “ih au Uii” = anch’io voglio andare sullo scivolo. A quattro anni ha pronunciato il primo nome proprio della sua vita (escludo dalla lista “mamma”, “papa’ ” e “jaja”, il soprannome della sorella), seppure storpiato e monco.
    Il ritardo puo’ esserci dunque gia’ al secondo compleanno! Puo’ accompagnarsi a un ritardo fisico o psichico, oppure no. Spesso un bambino che non riesce a parlare non sa ancora concentrarsi su un libro: non e’ cattiveria o iperattivismo. da un bambino di un anno non ci aspetteremmo che legga Dante, giusto? Togliamoci dalla testa l’eta’ anagrafica e accettiamo dunque che chi ha un ritardo e’, appunto, in ritardo, a un livello di crescita precedente. Non lo sara’ per sempre, ma lo e’ ora. Ben venga in tal caso il giocare col pongo, con la pasta da pane, i mattoncini, le auto, la cucina giocattolo… Qualsiasi cosa che incentivi la concentrazione E DIA soddisfazione al bambino. Poi chiacchierare senza sosta, raccontare cosa si fa come se il bambino stesse dall’altra parte del telefono e non potesse vederci… Buona fortuna!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: