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Leggiamo ad alta voce: Rosa confetto

Oggi vi voglio racontare di un libro della mia infanzia che, grazie alla conservazione di mia mamma, è arrivato sano alle mie figlie. Si intitola Rosa Confetto di Turin Adela ed è stato recentemente riedito da Motta Junior insieme ad altri racconti con il titolo “Rosa Confetto e altre storie”. E’ un libro che parla della parità tra maschi e femmine, che spinge a guardare fuori dal recinto e non solo nello specchio, che fa riflettere sul fatto che ai maschi è concesso spesso di più e che magari ci vuole un po’ di spirito di indipendenza e ribellione per affermare la propria personalità e diversità.

Mi è stato regalato da mia zia Grazia che un giorno (ricordo benissimo  quel pomeriggio!) mi ha portata in libreria e mi ha lasciata scegliere due libri. Uno era Rosa Confetto, l’altro era “Vi racconto come sono nato”. Erano i pieni anni ’70 e gli argomenti erano decisamente attuali. Erano gli anni in in cui le mamme leggevano “Dalla parte delle bambine”. E’ un libro che un po’ mi descrive e che la dice lunga sull’educazione che ho ricevuto e quindi del come sono arrivara a essere quella di oggi.

La storia: C’era una volta, nel paese degli elefanti, una tribù in cui le piccole elefantesse erano costrette a nutrirsi esclusivamente di fiori rosa per avere gli occhi brillanti e la pelle morbida come le loro mamme. Per incoraggiarle, venivano loro infilati calzini rosa, un elegante colletto e un fiocco anch’essi di colore rosa. Le elefantine guardavano invidiose fratelli e cugini tutti grigi giocare e rotolarsi nell’erba e nel fango. Nonostante gli anemoni e le peonie, Pasqualina proprio non riusciva ad assumere il colorito roseo delle altre elefantesse. Il suo colore grigio preoccupava molto i genitori, che si chiedevano chi l’avrebbe mai chiesta in moglie. Alla fine i genitori rinunciano e la lasciano in pace. Per Pasqualina è la liberazione. Si spoglia di tutti gli orpelli rosa, esce dal recinto e va a divertrsi nel fango insieme agli elefantini maschi, tutti grigi. Le altre rimaste nel recinto la osservano prima preoccupate e poi invidiose fino a che tutte, una a una la seguono. Oggi non si riesce più a distinguere di quella tribu i maschi dalle femmine perchè tutti gli elefanti sono grigi.

La storia è consigliata dagli 8 anni, ma io ho già cominciato a raccontarla alle mie! loro la amano molto e ogni volta che la leggo io torno indietro nel tempo. Ogni volta che la ascolto penso a quanto sia importante insegnare alle nostre figlie il valore dell’intelligenza, della curiosità, della cultura, della creatività …

Di seguito le immagini di alcune pagine. Buona lettura.

Angela

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5 risposte a “Leggiamo ad alta voce: Rosa confetto

  1. paoletta 20 gennaio 2011 alle 17:07

    anche io ricordo con affetto questo libro tanto che, avendolo “perduto” (in realtà era in prestito…ma questa è un’altra storia…) mi è stato ri-regalato (a quasi 30 anni) dalla mamma!!!!
    un altro libro della stessa collana ed altrettanto importante per la mia formazione è “storia di panini” della stessa autrice… leggilo alle tue bimbe, mai come ora abbiamo bisogno che “le nostre” figlie crescano con valori importanti!!

  2. angela@momsinthecity 20 gennaio 2011 alle 17:11

    grazier della segnalazione!!! segno in agenda. Lo conosci “Una fortunata catastrofe”??? bellissimo, è una della altre storie della mia infanzia raccolte nello stesso libro riedito ora!!! torna a trovarci!!

  3. grazia 22 gennaio 2011 alle 18:20

    Sono felice che il libro ti sia tanto piaciuto da piccola ti ricordi pure ci te lo ha regalato!Sono orgofliosa di averti inogliato ad uscire dal ruolo in cui ci hanno messo e le tu figlie non si sentiranno mai diverse e “sceme”perchè non sono maschi.Comunque la guerra continua ci sono nonni-nonni, qualche altro B.la taverne non la usa per far giocare i tanti nipoti…perciò si ricomincia da capo

  4. erika 2 giugno 2011 alle 20:29

    ciao. Anch’io ricordo quel libro e anch’io grazie ai miei genitori ho potuto conservarlo fino ad oggi e, adesso, è uno dei racconti preferiti di mia figlia di 3 anni d’età.
    Domani dovrò raccontare questa storia nella scuola della mia bambina e tradurlo in spagnolo, visto che vivo a valencia…spero piacerà!!!

  5. angela 2 giugno 2011 alle 21:15

    Bellissimo libro e capace di restarenel cuore per molto tempo. Benvenuta! E torna presto

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